Un Tesoro
emerso dagli Scavi

Gli scavi archeologici al Castello di Naro sono stati eseguiti tra il 2008 e il 2010 dall’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Hanno riportato alla luce 28 ambienti (abitazioni, botteghe, magazzini, granai, stalle, forni, fienili, cisterne), che si distribuiscono in maniera concentrica attorno al nucleo centrale e sommitale del castello, ossia la residenza signorile. Di pianta generalmente rettangolare, questi ambienti erano formati in prevalenza da una sola stanza al piano terra ed erano tutti dotati di porte di accesso che si affacciavano direttamente sulla strada che le serviva. Composti da blocchi di pietra di piccole e grandi dimensioni e legati tra loro da calce, sono stati scavati direttamente nella roccia con copertura in coppi.

Un rinvenimento straordinario che tanto può dirci sulla vita che si svolgeva nella corte del castello e sugli usi e costumi dei suoi abitanti. Tramite uno studio delle caratteristiche architettoniche e dei materiali rinvenuti infatti lo scavo ha permesso di inquadrare il primo periodo di vita del castello tra il tardo XII e il XIV secolo.

Se i documenti storici ci hanno restituito un passato che è lo specchio delle azioni di personaggi importanti, di uomini d’arme e delle loro valorose gesta, l’archeologia è stata in grado di darci risposte sulla vita di tutti i giorni di contadini, artigiani, della gente comune insomma, che pure ha fatto la storia. Uno strumento eccezionale per leggere il passato che come una macchina del tempo ci riporta nell’età di mezzo.

GUARDA GLI INTERVENTI DI RECUPERO »